Il venerdì del Gran Premio di Monaco ha confermato ciò che il paddock sospettava da settimane: la Ferrari è la vettura da battere tra le mura del Principato. Dopo mesi in cui la SF-26 ha mostrato un potenziale spesso mascherato dai limiti di potenza sui circuiti più veloci, Monte Carlo sta esaltando le qualità intrinseche del progetto di Maranello.
La doppietta ottenuta nelle FP1 e replicata nelle FP2 racconta una Ferrari estremamente competitiva sul giro secco, efficace nelle curve lente, stabile sulle sconnessioni e capace di sfruttare un assetto meccanico che sembra perfettamente cucito sulle caratteristiche del circuito più iconico del calendario.
Ma sarebbe un errore considerare il weekend già indirizzato. Dietro al Cavallino ci sono una Red Bull che cresce con Max Verstappen e una Mercedes che, pur apparsa in difficoltà, dispone ancora del margine tecnico necessario per rientrare nella lotta quando conterà davvero.
La prima sessione di prove libere si è aperta con un segnale forte.
Charles Leclerc ha fermato il cronometro sull’1’13”978 diventando l’unico pilota capace di abbattere il muro dell’1’14”. Un tempo costruito con gomma media che ha immediatamente certificato il potenziale della SF-26.
Alle sue spalle si è inserito Lewis Hamilton, distante appena 226 millesimi, completando una doppietta Ferrari che ha impressionato soprattutto per la naturalezza con cui è arrivata.
Il dato più significativo non è tanto la posizione quanto il margine accumulato sugli avversari.
Max Verstappen ha chiuso terzo a oltre mezzo secondo, mentre Andrea Kimi Antonelli, leader del mondiale, ha ottenuto il quarto tempo a soli 46 millesimi dall’olandese ma anch’egli staccato di oltre cinque decimi dalla vetta.
La vera sorpresa della sessione è arrivata dal centro gruppo.
Audi ha confermato i progressi mostrati nelle ultime settimane piazzando Nico Hülkenberg al settimo posto e Gabriel Bortoleto nella top ten. Un risultato che rafforza la convinzione espressa da Mattia Binotto secondo cui la R26 dispone oggi del quarto miglior telaio della griglia.
La sessione è stata caratterizzata anche da alcuni episodi significativi.
Isack Hadjar ha perso il controllo della sua Red Bull alle Piscine finendo contro le barriere e danneggiando la vettura. Fernando Alonso, invece, ha colpito il muro in uscita dal tunnel dopo un improvvisa perdita del posteriore che ha distrutto parte dell’ala anteriore della sua Aston Martin.
Se quindi le FP1 avevano acceso l’entusiasmo Ferrari, le FP2 hanno consolidato la candidatura della Rossa al ruolo di favorita.
Questa volta è stato Lewis Hamilton a chiudere davanti a tutti grazie al tempo di 1’13”026 ottenuto con gomma Soft.
Il sette volte campione del mondo ha preceduto Charles Leclerc di appena 111 millesimi, completando una nuova doppietta che ha certificato la superiorità mostrata durante l’intera giornata.
Dietro alle Ferrari, Max Verstappen.
Il quattro volte campione del mondo ha limitato il distacco a soli 168 millesimi dalla vetta, dimostrando ancora una volta la sua capacità di estrarre il massimo da una RB22 che continua a non convincere completamente sul piano tecnico.
La Mercedes ha mostrato qualche progresso rispetto alla mattinata ma resta lontana.
George Russell ha chiuso quarto a 379 millesimi da Hamilton, mentre Antonelli ha terminato quinto pagando oltre mezzo secondo.
Particolarmente interessante l’analisi dei parziali.
Ferrari è risultata la migliore in tutti e tre i settori del circuito, ma è nel tratto centrale che ha costruito il proprio vantaggio. Le curve lente del secondo settore hanno esaltato le qualità meccaniche della SF-26, capace di guadagnare oltre due decimi sia sulla Red Bull sia sulla Mercedes.
Ferrari, il telaio migliore della griglia trova il suo habitat naturale
Monte Carlo sta mettendo in evidenza il principale punto di forza della Ferrari.
La SF-26 è probabilmente la monoposto con il miglior compromesso tra carico aerodinamico e piattaforma meccanica dell’intera griglia. Nei circuiti tradizionali questo vantaggio è stato spesso annullato dalla minore efficienza motoristica rispetto a Mercedes e Red Bull.
A Monaco, però, il deficit di potenza perde importanza.
Le curve lente, le continue variazioni di direzione e la necessità di scaricare immediatamente la coppia in uscita dalle svolte stanno premiando la filosofia progettuale adottata dagli ingegneri di Maranello.
Anche il turbo più compatto utilizzato dalla Ferrari sembra rappresentare un vantaggio significativo. La risposta più immediata ai bassi regimi consente infatti una migliore trazione nelle ripartenze più lente del circuito.
Tuttavia non tutto è perfetto.
Leclerc continua a convivere con un problema ai freni già emerso in Canada.
Il monegasco ha ammesso di avere ancora difficoltà nella fase di staccata, una criticità che limita la fiducia in ingresso curva e che ha già provocato diversi bloccaggi nel corso della giornata.
“Se riusciremo a risolvere questi problemi, domani sarà una giornata migliore”, ha spiegato il ferrarista.
Parole che lasciano intendere come il margine mostrato oggi possa non rappresentare ancora il reale potenziale della SF-26.
Mercedes in crisi: la W17 soffre le curve in pendenza
Se Ferrari può sorridere, Mercedes deve riflettere.
La squadra leader del mondiale è apparsa sorprendentemente vulnerabile durante il venerdì monegasco. I problemi sembrano concentrarsi soprattutto sull’assetto meccanico della W17.
Secondo George Russell, la vettura soffre particolarmente nelle curve in pendenza dove emergono improvvisi cambiamenti di carico che compromettono il grip disponibile.
Il sottosterzo è diventato il principale nemico della squadra di Brackley.
Anche Antonelli aveva già segnalato nelle FP1 una certa difficoltà in uscita dalle curve più lente, evidenziando una perdita di competitività proprio nel settore dove Ferrari costruisce il proprio vantaggio.
Nonostante tutto, il giovane italiano mantiene un atteggiamento estremamente sereno.
Alla vigilia del weekend aveva definito Ferrari come favorita assoluta e aveva risposto con ironia alle recenti dichiarazioni di Russell sul mondiale.
“Come fai a perdere qualcosa che ancora non hai?”, ha commentato Antonelli, confermando una maturità che continua a impressionare il paddock.
Verstappen resta la minaccia più concreta
Anche in un venerdì apparentemente dominato dalla Ferrari, ignorare Max Verstappen sarebbe un errore.
L’olandese ha chiuso terzo nelle FP2 a meno di due decimi dalla vetta e ha mostrato un passo estremamente competitivo nelle simulazioni più significative.
La Red Bull continua a manifestare problemi sulle sconnessioni e nei tratti più lenti, ma Verstappen riesce costantemente a compensare parte dei limiti della vettura attraverso il proprio talento.
Leclerc stesso ha indicato il campione del mondo come il rivale più pericoloso in vista delle qualifiche.
In un circuito dove il rischio e il coraggio possono valere più della prestazione assoluta, nessuno può permettersi di sottovalutare il numero uno.
Cosa ci ha detto oggi Monaco
La prima giornata del Gran Premio di Monaco ha restituito alcuni messaggi molto chiari.
Ferrari è la favorita. La SF-26 possiede il miglior equilibrio complessivo e sembra perfettamente adattata alle caratteristiche del circuito.
Mercedes è chiamata a una notte di lavoro intensa per correggere i problemi emersi nelle curve lente.
Red Bull è meno distante di quanto suggeriscano le impressioni iniziali e Verstappen resta pienamente in corsa.
Audi si conferma una delle sorprese tecniche più interessanti della stagione.
McLaren, invece, ha vissuto una giornata anonima, aggravata dai problemi tecnici accusati da Lando Norris nelle FP2.
Una pole che vale mezza vittoria
Come sempre a Monaco, tutto ruoterà attorno alle qualifiche.
La difficoltà nei sorpassi rende la pole position un obiettivo decisivo per la vittoria finale.
Ferrari arriva al sabato con il vantaggio tecnico più evidente, ma il margine visto nelle prove potrebbe ridursi sensibilmente quando Mercedes e Red Bull porteranno le vetture al limite assoluto.
Leclerc è il candidato naturale alla pole davanti al proprio pubblico, ma dovrà prima risolvere i problemi ai freni che ne stanno limitando la fiducia.
Hamilton appare estremamente competitivo e sembra aver trovato un feeling immediato con il circuito.
Verstappen resta pronto ad approfittare di qualsiasi errore.
Monaco, del resto, non perdona.
E spesso è proprio negli ultimi minuti del Q3 che vengono scritte le pagine più importanti del weekend.
