Ferrari accelera ancora: a Spielberg debutta il primo motore ADUO. È solo l’inizio della rincorsa
La vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona ha cambiato il clima a Maranello. Dopo mesi trascorsi tra dubbi, aggiornamenti e una rincorsa continua ai rivali, la Ferrari sembra aver ritrovato fiducia nei propri mezzi. Ma il successo ottenuto in Catalogna non rappresenta un punto d’arrivo. Al contrario, è soltanto il primo capitolo di una fase di sviluppo che potrebbe modificare gli equilibri della stagione.
Secondo le ultime indiscrezioni provenienti dall’ambiente paddock, la Scuderia è pronta a presentarsi al Gran Premio d’Austria con una delle novità tecniche più attese dell’anno: la prima evoluzione della Power Unit sviluppata attraverso il sistema ADUO. Un aggiornamento destinato ad avere effetti immediati, ma soprattutto ad aprire la strada a un programma di sviluppo molto più ambizioso.
Maranello non si ferma: dopo l’aerodinamica arriva il motore
L’importante pacchetto aerodinamico introdotto in Spagna ha già dimostrato di poter trasformare il comportamento della SF-26. La monoposto è apparsa più stabile nelle curve veloci, più efficace nella gestione delle gomme e soprattutto competitiva sul passo gara.
Ora, però, gli uomini guidati da Loic Serra, Diego Tondi e Franck Sanchez vogliono intervenire sull’altro grande punto della vettura: la potenza. Secondo quanto riportato da Piergiuseppe Donadoni durante una diretta di AutoRacer.it, il debutto della nuova specifica della Power Unit viene considerato praticamente certo. La probabilità che il nuovo propulsore venga montato già al Red Bull Ring sarebbe infatti vicina al 99%.
Non sarebbe però l’unica novità del fine settimana. Ferrari starebbe infatti preparando anche ulteriori affinamenti alla SF-26, proseguendo quel percorso di sviluppo continuo che negli ultimi mesi ha restituito competitività alla monoposto.
Cos’è il sistema ADUO e perché può cambiare la stagione Ferrari
Il sistema ADUO rappresenta uno degli strumenti regolamentari più importanti introdotti per riequilibrare le prestazioni delle diverse Power Unit. La FIA assegna infatti ai costruttori un margine di sviluppo basato sul deficit prestazionale rilevato rispetto al miglior motore termico presente in griglia. Più elevato è il divario certificato, maggiore è la libertà concessa agli ingegneri per intervenire sulle componenti ancora modificabili.
Le ultime indiscrezioni raccontano uno scenario piuttosto sorprendente. Non sarebbe Mercedes a detenere il riferimento assoluto tra i propulsori endotermici, bensì Red Bull Powertrains-Ford, che al debutto come motorista avrebbe impressionato gli organi federali.
Ferrari, invece, avrebbe ottenuto un margine di sviluppo importante grazie a un deficit inizialmente stimato attorno ai 30 cavalli rispetto ai migliori propulsori della griglia. Una distanza sufficiente per rientrare nella fascia di intervento più favorevole prevista dal regolamento.
Spielberg sarà il primo banco di prova
La strategia di Maranello sembra ormai definita. L’idea iniziale di distribuire piccoli aggiornamenti nell’arco dell’estate avrebbe progressivamente perso consistenza. La produzione della terza Power Unit stagionale era infatti già in fase avanzata e gli ingegneri hanno preferito concentrare gli sforzi su una prima evoluzione più consistente.
Se non emergeranno ostacoli di natura regolamentare, Hamilton e Leclerc disporranno già in Austria della specifica denominata internamente “ADUO 1”. Il nuovo motore dovrebbe introdurre modifiche alle parti endotermiche consentite dal regolamento, lavorando in stretta sinergia con una nuova formulazione del carburante sviluppata insieme a Shell.
L’obiettivo immediato è recuperare circa cinque cavalli. Può sembrare un incremento limitato, ma su un circuito come il Red Bull Ring, dove accelerazione, trazione ed efficienza del propulsore incidono in maniera determinante sul tempo sul giro, anche pochi cavalli possono tradursi in decimi preziosi.
Il vero obiettivo è la seconda evoluzione
La novità austriaca, tuttavia, rappresenta soltanto il primo tassello. Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, Ferrari avrebbe già pianificato una seconda evoluzione della Power Unit, denominata “ADUO 2”, decisamente più profonda e ambiziosa.
Questa versione potrà essere omologata soltanto dopo il secondo rilevamento FIA, nel rispetto della finestra regolamentare di sei gare prevista dal sistema ADUO. È proprio questa seconda specifica quella sulla quale a Maranello sembrano riporre le aspettative maggiori. Se il primo aggiornamento servirà ad accorciare immediatamente il gap con i rivali, il successivo potrebbe rappresentare il vero salto prestazionale capace di modificare gli equilibri della seconda parte del campionato.
Ferrari vuole restare al vertice
La vittoria di Barcellona ha restituito entusiasmo, ma soprattutto ha dimostrato che la SF-26 possiede finalmente una base tecnica sulla quale costruire. Per la prima volta da diversi mesi, Ferrari non appare costretta a rincorrere esclusivamente gli avversari. Sta sviluppando la monoposto seguendo una precisa tabella di marcia, intervenendo contemporaneamente su aerodinamica, meccanica e Power Unit.
Spielberg offrirà una risposta importante. Se il nuovo motore confermerà le aspettative e gli ulteriori aggiornamenti alla vettura funzioneranno come previsto, Hamilton e Leclerc potranno presentarsi con una Ferrari ancora più completa, pronta a mettere sotto pressione Mercedes. La rincorsa iridata, insomma, potrebbe essere appena entrata nella sua fase più interessante.
