Foto di Scuderia Ferrari

Dal bilanciamento della power unit ai test invernali: ecco cosa cambia davvero

Il futuro della Formula 1 prende forma con una serie di decisioni destinate a lasciare il segno. Dal Consiglio Mondiale FIA arrivano infatti le prime conferme sul regolamento tecnico del 2027, accompagnate da una serie di modifiche sportive e finanziarie che avranno un impatto diretto sullo sviluppo delle monoposto, sulla gestione delle gare e persino sulla sicurezza dei piloti.

Al centro del dibattito c’era soprattutto la questione delle nuove power unit. Dopo mesi di confronti tra costruttori e Federazione, è arrivato il compromesso: la tanto discussa ripartizione della potenza tra motore endotermico ed elettrico non entrerà completamente in vigore già nel 2027, ma sarà introdotta gradualmente nel giro di due stagioni.

Una scelta che rappresenta molto più di un semplice aggiornamento tecnico: è un ulteriore passo nella una nuova era della Formula 1.

Power unit 2027: cambia il rapporto tra motore termico ed elettrico

Il tema più delicato riguardava la distribuzione della potenza delle future power unit, elemento fondamentale del regolamento che entrerà in vigore nel 2027. L’idea iniziale prevedeva un equilibrio differenziato tra motore endotermico ed elettrico, con una ripartizione del 60% della potenza affidata al propulsore termico e il restante 40% alla componente elettrica.

Tuttavia diversi costruttori, in particolare Ferrari e Audi, avevano espresso forti perplessità su un cambiamento così radicale fin dal prossimo anno. La FIA ha quindi scelto una soluzione graduale. Nel 2027 il motore endotermico fornirà il 58% della potenza complessiva, pari a circa 420 kW, mentre il sistema elettrico contribuirà con il restante 42%, circa 300 kW. Solo nel 2028 verrà raggiunto l’obiettivo inizialmente previsto del 60-40.

Parallelamente aumenterà anche la portata del carburante: il limite crescerà del 5% nel 2027 per arrivare al +13% nella stagione successiva. Una decisione che permette ai costruttori di affrontare la transizione con maggiore margine di sviluppo senza compromettere prestazioni e affidabilità.

Consiglio FIA 23 giugno 2026

Foto di FIA

Alcuni Gran Premi saranno più corti

L’aumento del consumo di carburante ha portato anche a una conseguenza pratica. Per evitare di obbligare i team a progettare nuove scocche con serbatoi più grandi — soluzione estremamente costosa e complessa — la FIA ha scelto una strada diversa.

Su alcuni circuiti selezionati verranno ridotti il numero dei giri di formazione e, in casi specifici, anche la distanza complessiva del Gran Premio. Una modifica che interesserà soltanto determinate gare e che verrà applicata in funzione delle caratteristiche dei singoli tracciati. L’obiettivo è mantenere inalterata la filosofia delle nuove vetture senza costringere le squadre a riprogettare completamente la struttura delle monoposto.

Heat Hazard: il protocollo diventa più flessibile

Tra le novità approvate figura anche una revisione del protocollo “Heat Hazard”, introdotto negli ultimi anni dopo le difficoltà vissute dai piloti durante alcune gare disputate in condizioni climatiche estreme. Da ora in avanti la dichiarazione di emergenza per alte temperature potrà essere differenziata tra Sprint Race e Gran Premio.

Se le previsioni indicheranno temperature superiori ai 31°C, la FIA potrà attivare il protocollo esclusivamente per una delle due competizioni oppure per entrambe. La decisione sarà comunicata almeno ventiquattro ore prima della partenza dell’evento interessato, consentendo a squadre e piloti di prepararsi con maggiore precisione. Una modifica apparentemente secondaria ma che offre una gestione decisamente più flessibile della sicurezza durante i weekend di gara.

Torna la modalità boost in caso di pioggia

Importanti cambiamenti anche nella gestione delle power unit durante le gare disputate sul bagnato. In condizioni di scarsa aderenza o visibilità ridotta verrà reintrodotta una modalità “boost” pensata per evitare improvvise perdite di potenza delle monoposto.

Contemporaneamente verrà invece disattivata la funzione dedicata ai sorpassi. L’obiettivo della FIA è chiaro: garantire una risposta più prevedibile della vettura nelle situazioni più critiche, aumentando il livello di sicurezza senza alterare eccessivamente la competitività in pista.

Più tempo per prepararsi: quattro giorni di test

L’arrivo di un regolamento tecnico completamente nuovo comporta inevitabilmente una fase di adattamento molto più impegnativa rispetto al passato. Per questo motivo la FIA ha deciso di estendere i test pre-stagionali.

Dal 2027 le squadre avranno a disposizione quattro giorni di prove anziché tre. Una giornata supplementare che permetterà ai team di comprendere meglio il comportamento delle nuove monoposto, raccogliere dati preziosi e lavorare sull’affidabilità.

Una Formula 1 sempre più orientata al futuro

Le modifiche approvate non rappresentano semplici correzioni regolamentari. Sono il segnale di una Formula 1 che continua a cercare un equilibrio tra innovazione tecnologica, sostenibilità economica e spettacolo. La transizione graduale delle nuove power unit dimostra la volontà della FIA di ascoltare i costruttori, evitando cambiamenti troppo bruschi che potrebbero compromettere la competitività del campionato.

Allo stesso tempo, gli interventi su sicurezza, test e gestione delle gare confermano come il regolamento non sia più un documento statico, ma uno strumento destinato a evolversi costantemente insieme allo sport. Non è un caso che il presidente FIA Mohammed Ben Sulayem abbia già aperto il dibattito sulle future generazioni di motori, citando anche l’ipotesi di propulsori V8 alimentati da carburanti sostenibili. Il regolamento 2027, dunque, rappresenta un ulteriore capitolo di una nuova rivoluzione tecnica destinata a cambiare ancora una volta il volto della Formula 1.

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