Foto di Mercedes

Sembrava tutto scritto. Dopo un venerdì complicato e una rimonta costruita sessione dopo sessione, la Ferrari aveva finalmente messo le mani sulla pole position del Gran Premio d’Austria. Charles Leclerc guidava la classifica davanti a Lewis Hamilton e il box di Maranello iniziava già a pregustare una prima fila tutta rossa. Poi, nel giro di pochi secondi, il Red Bull Ring ha cambiato completamente volto.

L’errore di Max Verstappen, finito violentemente contro le barriere nell’ultimo settore durante il suo tentativo decisivo, ha trasformato il finale del Q3 in uno degli episodi più discussi dell’intera stagione. Mentre diversi piloti sono stati costretti ad alzare il piede, George Russell è riuscito a completare il proprio giro, conquistando una pole position destinata a far discutere ancora a lungo.

Una pole costruita sul filo del regolamento

Il cronometro ha premiato Russell con uno straordinario 1:06.113, sufficiente per precedere Leclerc di oltre due decimi e Hamilton di quasi tre. Ma il risultato è passato immediatamente in secondo piano. L’attenzione si è infatti spostata sulla gestione della bandiera gialla provocata dall’incidente di Verstappen. Nel tratto interessato erano esposte le segnalazioni luminose e numerosi piloti hanno rinunciato al giro, convinti che qualsiasi miglioramento sarebbe stato inutile o addirittura irregolare.

Russell, invece, ha attraversato la zona alzando leggermente il piede come richiesto dal regolamento. Pochi metri più avanti il pannello luminoso indicava già la bandiera verde, consentendogli di tornare ad attaccare fino al traguardo. Una situazione limite che ha spinto la direzione gara ad aprire immediatamente un’investigazione dopo la plausibile segnalazione da parte di Ferrari. A seguito dell’analisi della telemetria e delle immagini onboard, gli steward hanno confermato in pochi minuti la validità del giro del britannico, ritenendo rispettata la procedura prevista dal regolamento.

Antonelli si assume la responsabilità: “È stato un mio errore”

Se la pole di Russell ha acceso il dibattito sulla gestione delle bandiere gialle, Andrea Kimi Antonelli ha scelto una strada completamente diversa. Nessuna polemica, nessun attacco alla direzione gara. Il giovane pilota Mercedes ha ammesso con grande lucidità che il quarto posto è nato soprattutto da una sua valutazione sbagliata.

Quando Verstappen è finito contro le barriere nell’ultimo settore, Antonelli stava completando un giro che aveva il potenziale per portarlo in prima fila, se non addirittura in pole position. Alla comunicazione via radio del suo ingegnere ha però interpretato la situazione come una doppia bandiera gialla e ha immediatamente interrotto il tentativo, convinto che il giro non sarebbe stato comunque valido. Solo successivamente ha scoperto che il regime era invece di semplice bandiera gialla, proprio quello che ha permesso a Russell di rallentare nel tratto interessato e completare regolarmente il giro.

“Sono arrabbiato con me stesso perché è stato un mio errore di valutazione. Ho pensato ci fosse una doppia bandiera gialla e invece era solo singola. Peccato, ma è tutta esperienza”, ha spiegato il leader del Mondiale, assumendosi ogni responsabilità senza cercare giustificazioni.

Un’ammissione che cambia anche la lettura dell’episodio. Se da una parte Ferrari continua a contestare la gestione della direzione gara, dall’altra è lo stesso Antonelli a riconoscere che la sua occasione è sfumata soprattutto per una decisione presa nell’abitacolo. Resta comunque la consapevolezza di avere una Mercedes estremamente competitiva: il quarto posto complica la corsa verso la vittoria, ma il bolognese ha rivelato che il team ha sacrificato qualcosa sul giro secco per privilegiare il passo gara, un dettaglio che potrebbe renderlo uno dei protagonisti della domenica.

Ferrari protagonista, ma resta l’amaro in bocca

Se il verdetto ha premiato Mercedes, il sabato della Ferrari resta comunque estremamente incoraggiante dal punto di vista tecnico. Dopo una giornata di prove libere che aveva lasciato più dubbi che certezze, gli aggiornamenti portati al Red Bull Ring hanno iniziato a mostrare il proprio potenziale proprio nel momento decisivo. Leclerc ha sfiorato una pole che sembrava impensabile fino a pochi minuti prima, subito seguito da Hamilton, confermando la crescita della SF-26.

L’episodio della bandiera gialla ha inevitabilmente condizionato il finale del Q3, lasciando la sensazione che il risultato sarebbe potuto essere diverso in condizioni normali. Per Mercedes resta comunque un sabato quasi perfetto, con Russell in pole e Antonelli quarto dopo un weekend in cui entrambe le W17 hanno dimostrato di avere il passo per giocarsi il vertice.

Vasseur attacca: “Così si crea un precedente”

A rendere ancora più pesante il post-qualifica sono arrivate le parole del team principal Ferrari, Frederic Vasseur. Il manager francese non ha contestato il comportamento di George Russell, quanto piuttosto la gestione dell’incidente da parte della direzione gara. Secondo Vasseur, la presenza di una monoposto contro le barriere e della Medical Car avrebbe richiesto fin da subito l’esposizione della doppia bandiera gialla, rendendo impossibile qualsiasi miglioramento del tempo sul giro.

Per Ferrari, dunque, il problema non è il rispetto del regolamento da parte del pilota Mercedes, bensì l’interpretazione adottata dalla FIA in una situazione considerata potenzialmente pericolosa. Se un pilota può ancora completare un giro competitivo dopo aver attraversato una zona interessata da una bandiera gialla singola, il rischio è quello di creare un precedente destinato a far discutere per tutta la stagione.

Russell, naturalmente, respinge ogni polemica. Il britannico ha spiegato di aver rallentato in modo evidente appena vista la segnalazione e di non aver nemmeno avuto la monoposto di Verstappen nel proprio campo visivo: “La doppia bandiera gialla significa pericolo immediato. Credo che la singola fosse la scelta corretta”.

Polemica sì, ma il regolamento dà ragione a Russell

Al di là delle polemiche, i dati raccolti dalla direzione gara spiegano perché gli steward abbiano confermato la pole nel giro di pochi minuti. Dopo l’incidente di Verstappen, i pannelli luminosi hanno inizialmente esposto una bandiera gialla singola, che impone ai piloti di ridurre la velocità nel tratto interessato senza obbligarli ad annullare il giro. Solo alcuni secondi più tardi la segnalazione è stata trasformata in doppia bandiera gialla.

Russell è transitato proprio durante quella finestra temporale. La telemetria ha confermato che il pilota Mercedes ha effettivamente sollevato il piede dall’acceleratore nella zona dell’incidente, rispettando quanto previsto dal regolamento prima di tornare ad accelerare una volta raggiunta la bandiera verde. Per questo motivo gli steward hanno convalidato il suo tempo senza applicare alcuna penalità.

Il caso, tuttavia, resta aperto sul piano regolamentare e della sicurezza. Molti addetti ai lavori ritengono che, in situazioni simili, sarebbe preferibile esporre immediatamente una doppia bandiera gialla o interrompere la sessione, eliminando qualsiasi margine di interpretazione. L’errore è dunque tutto della direzione gara e la FIA ha applicato il regolamento vigente: Russell ha rispettato le procedure e la sua pole è pienamente regolare. Se questo episodio porterà a una revisione delle norme, sarà una conseguenza del dibattito aperto a Spielberg, non dell’operato del pilota Mercedes.

McLaren delude, Verstappen spreca, Williams crolla

Alle spalle dei primi quattro, la vera sorpresa negativa è rappresentata dalla McLaren. Su un circuito teoricamente favorevole, Lando Norris e Oscar Piastri non sono mai riusciti a inserirsi nella lotta per la pole, chiudendo soltanto sesto e settimo e pagando un ritardo inatteso da Ferrari e Mercedes.

Verstappen, invece, dovrà accontentarsi della quinta casella dopo un errore insolito in curva 9. L’olandese aveva il potenziale per giocarsi la pole, ma il contatto con le barriere ha compromesso il suo risultato e innescato l’episodio che ha cambiato il finale del Q3.

Continua invece il momento difficile della Williams, eliminata già in Q1 con entrambe le vetture dopo una stagione iniziata con ben altre ambizioni. Segnali di crescita arrivano dalla Cadillac, ancora nelle ultime posizioni ma sempre più vicina al centro gruppo, mentre Aston Martin sembra attraversare una crisi tecnica sempre più profonda.

Una pole che farà discutere ancora

La griglia racconta che George Russell partirà davanti a tutti. Il dibattito, però, è appena iniziato. Per la FIA la procedura è stata rispettata e il regolamento applicato correttamente. Per Ferrari, invece, il caso evidenzia una zona grigia che rischia di trasformarsi in un precedente delicato sul fronte della sicurezza.

La gara dirà se quella pole sarà anche il punto di partenza verso la vittoria. Le qualifiche, invece, hanno già lasciato il loro verdetto più importante: al Red Bull Ring non ha vinto soltanto il giro di Russell, ma anche un’interpretazione del regolamento destinata a dividere paddock e appassionati.

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