Dopo aver dimostrato di poter tornare a lottare al vertice con due successi nelle ultime tre gare, la Ferrari si prepara ad affrontare uno degli appuntamenti più impegnativi dell’intero calendario con un approccio completamente diverso. Spa-Francorchamps, da sempre banco di prova per efficienza aerodinamica e potenza del motore, costringerà la SF-26 a cambiare pelle.
L’obiettivo è chiaro: sacrificare parte del carico aerodinamico per massimizzare la velocità sui lunghissimi rettilinei delle Ardenne. Una scelta che racconta molto della nuova filosofia adottata a Maranello e che potrebbe rappresentare uno dei passaggi più importanti nello sviluppo della monoposto di questa stagione.
Ferrari sceglie una SF-26 più “scarica”
Se fino a poche settimane fa la priorità sembrava quella di aumentare la stabilità nelle curve veloci, il Gran Premio d’Austria ha cambiato diverse convinzioni all’interno della Gestione Sportiva. Più che il risultato finale, il weekend del Red Bull Ring ha fornito dati preziosi agli ingegneri guidati da Loïc Serra, indicando con chiarezza quale direzione seguire.
Spa richiede una monoposto estremamente efficiente dal punto di vista aerodinamico. Dai quasi due chilometri del tratto che porta verso Les Combes fino all’accelerazione in uscita da Stavelot, ogni chilometro orario può trasformarsi in un vantaggio concreto. Per questo motivo Ferrari sarebbe pronta a presentarsi con una configurazione molto più scarica rispetto a quella utilizzata nelle ultime gare, sfruttando una filosofia già sperimentata durante alcune sessioni di prove libere.
Addio allo scarico soffiato: più potenza disponibile
La novità tecnica più significativa riguarda la possibile rinuncia al sistema STM, il cosiddetto scarico soffiato che finora ha contribuito ad aumentare il carico aerodinamico sul retrotreno. Si tratta di una soluzione efficace nelle piste più guidate, ma che comporta anche un compromesso dal punto di vista prestazionale sui rettilinei. L’occlusione parziale dello scarico sottrae infatti alcuni cavalli al propulsore Ferrari, un dettaglio che su un circuito come Spa può fare una differenza importante.
Le simulazioni svolte negli ultimi mesi, insieme ad alcuni test effettuati durante le prove libere in Stiria con Dino Beganovic, hanno mostrato che la SF-26 può essere competitiva anche senza questa configurazione. Recuperare circa sette cavalli potrebbe sembrare un valore contenuto, ma in Formula 1 ogni dettaglio assume un peso enorme quando si parla di accelerazione e velocità massima.
È anche una scelta che guarda al futuro. La FIA ha infatti già delineato il regolamento tecnico del 2027, nel quale qualsiasi interpretazione legata agli scarichi soffiati sarà definitivamente vietata. Anticipare questa filosofia permette quindi a Ferrari di accumulare esperienza utile anche per i prossimi progetti.
L’ultima evoluzione dell’ala reversibile
Ma la rivoluzione della SF-26 non dovrebbe fermarsi qui. A Spa dovrebbe infatti debuttare anche la versione più evoluta dell’ala reversibile sviluppata dagli ingegneri di Maranello. Una soluzione che rappresenta uno dei punti di forza della Ferrari rispetto ai principali rivali. Mentre altri team hanno incontrato difficoltà nel rendere affidabile questo sistema, la Scuderia sembra aver trovato il giusto equilibrio tra efficienza aerodinamica e sicurezza.
Le problematiche riscontrate dalla Red Bull nelle ultime settimane hanno attirato anche l’attenzione della FIA, mentre McLaren è ancora alla ricerca della configurazione ideale. Ferrari, invece, avrebbe perfezionato un’evoluzione capace di aumentare ulteriormente l’efficienza dell’ala nei tratti ad alta velocità.
Secondo le indicazioni emerse dal lavoro di sviluppo, il guadagno potrebbe tradursi in un incremento della velocità massima nell’ordine degli 11 km/h nelle condizioni ideali, un valore che, se confermato in pista, rappresenterebbe un vantaggio significativo sui lunghi rettilinei belgi.
Il meteo resta l’incognita principale
Come spesso accade a Spa-Francorchamps, il vero avversario potrebbe però essere il cielo. Il circuito delle Ardenne è famoso per cambiare condizioni meteorologiche nel giro di pochi minuti e un’eventuale gara bagnata costringerebbe Ferrari a rivedere parte delle proprie scelte aerodinamiche.
La configurazione più scarica offre enormi benefici sull’asciutto, ma richiede maggiore attenzione quando l’aderenza diminuisce. Per questo motivo il team starebbe preparando diverse combinazioni di assetto, pronte a essere adattate in base alle previsioni del fine settimana. Anche la gestione dell’energia sarà un elemento decisivo. Spa non raggiunge i livelli di criticità di Silverstone per quanto riguarda il recupero elettrico, ma resta uno dei circuiti più complessi dell’intero mondiale nella distribuzione dell’energia lungo il giro.
Proprio su questo aspetto gli ingegneri Ferrari hanno intensificato il lavoro al simulatore nelle ultime settimane, smentendo le indiscrezioni secondo cui il programma di sviluppo sarebbe stato ridotto. Charles Leclerc, insieme ai collaudatori del Cavallino, ha continuato a lavorare costantemente per affinare le strategie energetiche e la preparazione della SF-26.
Spa può diventare un nuovo punto di svolta
Il Gran Premio del Belgio rappresenta molto più di una semplice tappa del Mondiale. Ferrari arriva a Spa con la consapevolezza di aver ritrovato competitività, ma anche con la volontà di dimostrare che le vittorie ottenute nelle ultime settimane non sono state episodi isolati. La SF-26 si presenterà con un’identità diversa, costruita per sfruttare ogni metro dei rettilinei delle Ardenne senza rinunciare all’equilibrio nelle sezioni più tecniche.
Se le condizioni meteo dovessero rimanere stabili, il Cavallino potrebbe avere tra le mani una delle configurazioni più estreme e interessanti viste finora nel 2026. E in un campionato in cui ogni dettaglio può cambiare gli equilibri, Spa potrebbe diventare il circuito in cui Ferrari dimostrerà definitivamente di aver trovato la strada giusta per restare nella lotta al vertice fino alla fine della stagione.

