C’è un messaggio che la Hyperpole della 6 Ore di San Paolo ha consegnato con estrema chiarezza al paddock del WEC: a Interlagos, almeno sul giro secco, il riferimento si chiama Cadillac. Ma se la qualifica ha fotografato i valori assoluti, la gara promette di raccontare una storia molto diversa.
Sul tracciato brasiliano, dove saliscendi, frenate impegnative e curve lente mettono alla prova ogni progetto tecnico, le Cadillac V-Series.R hanno trasformato il proprio potenziale in una straordinaria doppietta, mentre Ferrari ha mostrato un volto più convincente rispetto alle passate stagioni, alimentando la speranza di poter ribaltare i pronostici in gara.
Cadillac detta il ritmo, le LMDh conquistano Interlagos
La Hyperpole ha confermato quanto già si era intuito durante il weekend: le LMDh sono perfettamente a proprio agio tra le curve di Interlagos. A firmare la pole position è stato Will Stevens, autore di un giro praticamente perfetto con la Cadillac #12 del team JOTA, davanti al compagno di squadra Jack Aitken. Una prima fila tutta americana che certifica l’eccellente stato di forma della casa di Detroit e del team britannico.
Alle loro spalle il distacco è minimo. Alpine continua a confermarsi una presenza costante nelle posizioni di vertice, con entrambe le A424 nella Top 5 insieme alla BMW di Dries Vanthoor, segnale di un equilibrio tecnico sempre più marcato tra i costruttori della categoria Hypercar. Più indietro, ma comunque protagonista, anche Genesis. Il progetto coreano continua a sorprendere per competitività, nonostante la penalità inflitta dopo la sessione abbia modificato l’ordine finale dello schieramento.
Ferrari limita i danni: la 499P fa un passo avanti
Negli ultimi anni Interlagos non è mai stata una pista favorevole alla Ferrari 499P. Le caratteristiche del circuito brasiliano, ricco di curve a bassa velocità e importanti trasferimenti di carico, hanno spesso evidenziato i limiti della Hypercar di Maranello. Per questo motivo il weekend paulista è sempre stato affrontato con l’obiettivo di contenere le perdite piuttosto che cercare il dominio.
Questa volta, però, qualcosa sembra essere cambiato. Antonio Fuoco è riuscito a conquistare l’accesso alla Hyperpole e, grazie alla penalità inflitta alla Genesis #19, scatterà dalla terza fila. Un risultato che, pur distante dalle Cadillac, racconta di una Ferrari decisamente più competitiva rispetto alle precedenti edizioni.
Lo stesso pilota calabrese ha riconosciuto come il passo in qualifica sia stato positivo, pur ammettendo che nella sessione decisiva sia mancato qualcosa nell’estrarre il massimo dalla vettura. Il vero obiettivo, tuttavia, resta la gara, dove gestione gomme, strategia e costanza potrebbero assumere un peso ben superiore rispetto alla pura velocità.
Giovinazzi paga un errore, ma la rimonta è possibile
Il volto meno sorridente del box Ferrari è stato quello di Antonio Giovinazzi. L’errore commesso nell’ultimo settore della qualifica è costato l’accesso alla Hyperpole per appena pochi centesimi, relegando la Ferrari #51 nelle retrovie.
Una posizione che obbligherà AF Corse a cambiare approccio. Più che inseguire il ritmo delle Cadillac sul piano della prestazione assoluta, la squadra italiana potrebbe costruire una strategia differente, sfruttando eventuali neutralizzazioni, finestre di pit-stop alternative e una gestione più aggressiva della corsa. Con il campionato ancora apertissimo, ogni punto può fare la differenza e partire più indietro potrebbe persino trasformarsi in un’opportunità tattica.
Il meteo potrebbe diventare il grande protagonista
Se la qualifica ha premiato la velocità pura, la domenica potrebbe raccontare tutt’altra storia. Le previsioni indicano infatti un concreto rischio di pioggia durante la gara, una variabile che a Interlagos ha spesso riscritto classifiche e strategie. Per Ferrari questa rappresenta forse la migliore notizia del weekend.
Su una pista dove il limite tecnico della 499P emerge soprattutto nelle curve lente, condizioni miste potrebbero ridurre il vantaggio mostrato dalle Cadillac e aprire scenari completamente nuovi, premiando le scelte strategiche e la capacità dei piloti di interpretare un asfalto in continua evoluzione.
Anche Alessandro Pier Guidi ha sottolineato come il lavoro svolto rispetto allo scorso anno abbia permesso di migliorare sensibilmente il comportamento della vettura, pur riconoscendo che Interlagos rimane uno dei circuiti meno favorevoli al progetto Ferrari.
LMGT3: Aston Martin sorprende, Ferrari chiamata alla rimonta
Anche nella categoria LMGT3 non sono mancate le sorprese. Kobe Pauwels ha conquistato una splendida pole position con la Aston Martin di Heart of Racing, confermando il grande equilibrio della classe davanti alla Mercedes Iron Lynx e alla Lexus ASP.
Più complicata, invece, la giornata delle Ferrari 296 GT3. Le vetture di AF Corse non sono riuscite a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice e saranno costrette a costruire la propria gara attraverso ritmo, affidabilità e strategia, elementi che nelle competizioni endurance hanno spesso un peso superiore rispetto alla semplice posizione di partenza.
La gara vale più della pole
La fotografia del sabato racconta una Cadillac dominante e una Ferrari ancora costretta a rincorrere. Ma l’endurance insegna da sempre che una Hyperpole non assegna trofei. Se i prototipi americani hanno dimostrato di possedere la monoposto — anzi, l’Hypercar — più veloce sul giro secco, la 6 Ore di San Paolo metterà in gioco fattori molto più complessi: consumo degli pneumatici, gestione del traffico, affidabilità, strategie e soprattutto il meteo.
Ferrari arriva al via con maggiore fiducia rispetto agli anni precedenti. Non abbastanza, probabilmente, per partire con i favori del pronostico, ma quanto basta per pensare che la corsa possa raccontare una storia diversa da quella scritta in qualifica. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere Interlagos uno degli appuntamenti più affascinanti dell’intera stagione del WEC.

