Foto di Scuderia Ferrari Media Center.

Il Mugello torna a essere un laboratorio Ferrari. Lontano dai riflettori del Gran Premio, la Scuderia sta sfruttando una due giorni di test TPC per raccogliere dati, affinare il lavoro al simulatore e mettere alla prova alcuni dei piloti coinvolti nel proprio programma di sviluppo.

Il test si inserisce in una fase particolarmente intensa per Maranello. Mentre Pirelli lavora proprio al Mugello sulle gomme destinate alla Formula 1 del 2027, Ferrari ha scelto di portare avanti parallelamente il proprio programma con la SF-25, utilizzando una monoposto della stagione precedente come strumento di sviluppo.

Câmara apre il programma, poi spazio a Nato

La prima giornata è iniziata con Rafael Câmara, giovane talento brasiliano della Ferrari Driver Academy. Per il pilota si tratta di una settimana importante anche in prospettiva futura, considerando il percorso che sta affrontando all’interno della filiera Ferrari. Câmara ha completato la prima parte del programma prima di lasciare il Mugello e dirigersi verso Portimao, dove è impegnato in un altro appuntamento di test organizzato da Haas insieme a Leonardo Fornaroli e Ryo Hirakawa.

Nel pomeriggio, invece, il volante della SF-25 è passato a Norman Nato. Per il francese non si è trattato di una semplice sessione di lavoro: è stata infatti la sua prima esperienza al volante di una Ferrari di Formula 1.

Nato, 34 anni, porta con sé un bagaglio particolarmente interessante. Dopo una lunga esperienza nelle categorie a ruote scoperte e nell’endurance, il francese ha costruito una parte importante della propria carriera anche in Formula E. Da quest’anno fa parte del gruppo di piloti di sviluppo e simulatori di Maranello, lavorando a stretto contatto con gli ingegneri Ferrari.

Il suo debutto sulla SF-25 assume quindi un significato soprattutto tecnico. L’esperienza accumulata nel mondo elettrico e la conoscenza dei sistemi ibridi possono offrire elementi utili al lavoro di correlazione tra simulatore e pista, uno degli aspetti più delicati nello sviluppo di una monoposto moderna.

Fuoco e Beganovic completano il lavoro

Il programma Ferrari prosegue con Antonio Fuoco, uno dei riferimenti della Scuderia per l’attività al simulatore. Il pilota italiano rappresenta ormai una componente consolidata del lavoro di sviluppo Ferrari. Il suo contributo non passa soltanto dai chilometri percorsi in pista, ma soprattutto dalla capacità di collegare ciò che gli ingegneri osservano virtualmente con il comportamento reale della vettura.

A dividere la giornata con Fuoco c’è Dino Beganovic, altro pilota coinvolto nel programma TPC della Scuderia per il 2026. Per lo svedese, così come per Câmara, il test arriva in un momento significativo anche sul piano agonistico. La Formula 2 si prepara infatti a tornare in azione il prossimo weekend proprio a Monza, dopo la lunga pausa estiva.

Un test che guarda già al futuro

Dietro una due giorni apparentemente lontana dal calendario ufficiale si nasconde dunque una parte importante del lavoro Ferrari.

I test TPC non servono soltanto a macinare chilometri. Sono un’occasione per verificare il comportamento della vettura, confrontare le sensazioni dei diversi piloti e soprattutto migliorare la correlazione tra simulatore e realtà. Un processo fondamentale in Formula 1, dove una buona parte dello sviluppo avviene ormai lontano dalla pista.

E il fatto che Ferrari abbia alternato giovani della propria Academy, piloti di sviluppo e simulatori e un profilo con esperienza internazionale come Nato racconta bene la natura del programma.

Il Mugello, ancora una volta, diventa così qualcosa di più di un circuito di prova. È il punto d’incontro tra presente e futuro: da una parte una SF-25 utilizzata come piattaforma di sviluppo, dall’altra piloti che potrebbero avere un ruolo sempre più importante nei progetti Ferrari dei prossimi anni.

Mentre il paddock si prepara a tornare sotto i riflettori, a Maranello il lavoro continua lontano dalle telecamere. Ed è spesso proprio da giornate come questa che nascono le decisioni destinate a pesare sulla Ferrari di domani.

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