Monza non concede seconde possibilità. Sul circuito dove la velocità diventa una misura quasi assoluta delle prestazioni, Ferrari porterà una delle novità tecniche più importanti del proprio 2026: il motore 067/6 aggiornato attraverso l’ADUO2, dopo aver superato i test di affidabilità al banco.
La decisione era tutt’altro che scontata. Ferrari aveva bisogno di verificare che l’evoluzione della power unit potesse garantire prestazioni superiori senza trasformarsi in un rischio sul fronte dell’affidabilità. I riscontri ottenuti dai motoristi guidati da Enrico Gualtieri hanno però convinto Maranello a procedere.
Hamilton e Leclerc potranno quindi contare sulla quarta unità stagionale, evitando penalità sulla griglia e presentandosi al Gran Premio d’Italia con il nuovo propulsore a disposizione.
Più potenza, ma non soltanto
L’ADUO2 non rappresenta semplicemente una ricerca della potenza massima. Il lavoro Ferrari ha interessato soprattutto la camera di combustione e il turbocompressore, intervenendo sull’architettura interna della chiocciola attraverso una diversa configurazione delle palette.
Il risultato atteso è un incremento nell’ordine dei 15 cavalli, considerando anche il contributo del nuovo carburante sviluppato da Shell. Un guadagno che, sulla carta, potrebbe permettere alla Ferrari di recuperare una parte significativa del distacco dalla power unit Mercedes. Ma la vera novità potrebbe essere meno visibile.
I tecnici hanno lavorato anche sulla modalità con cui la coppia viene erogata, cercando di rendere più efficiente la gestione dell’energia tra motore termico e componente elettrica. Un aspetto particolarmente importante a Monza, dove il lungo alternarsi di rettilinei e poche frenate impegnative rende complessa la ricarica della batteria.
Per questo Ferrari ha studiato le strategie di gestione dell’ibrido anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di sfruttare ogni unità di energia disponibile senza compromettere la prestazione sul giro.
La SF-26 sarà nella configurazione più scarica
Il nuovo motore non sarà l’unica carta giocata da Ferrari. A Monza la SF-26 dovrebbe presentarsi con il livello di carico aerodinamico più basso utilizzato durante la stagione. Al posteriore è prevista la versione più scarica dell’ala denominata “Macarena”, mentre il sistema FTM dovrebbe rimanere sulla vettura.
L’obiettivo è evidente: ridurre al minimo la resistenza all’avanzamento e trasformare ogni cavallo supplementare dell’ADUO2 in velocità effettiva sui rettilinei. Anche la gestione dello scarico potrà essere modificata durante il weekend qualora fosse necessario ridurre ulteriormente il drag. Ferrari prepara dunque una SF-26 costruita attorno alle caratteristiche estreme del Tempio della Velocità.
Ferrari-Mercedes, Monza può cambiare la sfida
La situazione in classifica rende la scelta ancora più importante. Mercedes dispone attualmente di 87 punti di vantaggio sulla Ferrari nel Mondiale Costruttori e non sembra intenzionata a concedere terreno. Toto Wolff valuta infatti una strategia differente per George Russell, evitando di anticipare l’utilizzo della nuova unità ADUO1 e rimandando eventualmente il sacrificio a Baku, dove i lunghi rettilinei potrebbero facilitare una rimonta dopo una penalità.
Diverso il caso di Kimi Antonelli, destinato a utilizzare la quinta power unit Mercedes stagionale proprio a Monza e quindi a scontare una penalizzazione di 20 posizioni. Ferrari, invece, potrà schierare entrambi i propri piloti senza penalità. È una differenza che potrebbe pesare molto nel fine settimana italiano.
Il nuovo motore nel weekend più simbolico
Monza arriva anche con un significato che va oltre la classifica. Ferrari celebrerà infatti il decennale del legame con Michael Schumacher attraverso una SF-26 caratterizzata da una livrea e da tonalità capaci di richiamare l’epoca del Kaiser a Maranello.
In questo scenario, il debutto dell’ADUO2 assume un valore ulteriore. Ferrari non porta a casa una semplice evoluzione tecnica: porta davanti al proprio pubblico una risposta alla Mercedes, nel momento in cui il campionato ha bisogno di una svolta. Monza non è necessariamente il circuito più favorevole alla SF-26. Ma proprio per questo il risultato del nuovo motore sarà interessante da leggere.
Se quei quindici cavalli riusciranno davvero a trasformarsi in velocità, efficienza e competitività, il GP d’Italia potrebbe rappresentare l’inizio della rimonta Ferrari. Se invece il vantaggio Mercedes resterà intatto, Maranello avrà una risposta altrettanto importante: capire quanto manca ancora per tornare davvero a giocarsi il titolo.

