Foto di Formula 1.

A Madrid la Ferrari ha chiuso ancora fuori dal podio, ma la gara di Charles Leclerc ha lasciato indicazioni migliori del quarto posto finale. Il monegasco ha completato uno stint di 48 giri con le hard, mantenendo un ritmo competitivo fino alla sosta e senza soffrire un degrado significativo.

Su una pista dove superare si è rivelato molto complicato, però, la quinta posizione in griglia ha pesato parecchio. Ferrari lo sapeva e ha provato a giocarsi una carta diversa, lasciando Leclerc in pista il più a lungo possibile nella speranza di una Safety Car o di una bandiera rossa.

L’occasione non è arrivata. Ma la strategia aveva senso: fermarsi prima avrebbe probabilmente portato allo stesso risultato.

A interessare maggiormente è stato quindi il comportamento della SF-26 sulla lunga distanza. Leclerc è riuscito a gestire le hard per quasi tutta la gara senza perdere il passo, confermando una caratteristica che Ferrari aveva già mostrato in altri weekend: la monoposto tende a esprimersi meglio sulla distanza rispetto al giro secco.

Il sabato continua a pesare

È proprio sulla qualifica che Fred Vasseur ha concentrato l’attenzione dopo Madrid.

Secondo il team principal, il limite non riguarda tanto la velocità assoluta della SF-26, quanto la capacità di migliorare insieme alla pista nel corso della sessione. Ferrari riesce a restare vicina ai migliori, ma nell’ultimo tentativo della Q3 non trova lo stesso incremento di prestazione degli avversari.

Al Madring questa differenza è diventata decisiva. Con poche possibilità di sorpasso, perdere una o due posizioni al sabato significa dover recuperare attraverso la strategia o aspettando che la gara offra un’occasione.

Madrid lascia quindi una fotografia abbastanza chiara della situazione Ferrari. La SF-26 non è priva di velocità e continua a mostrare una buona gestione degli pneumatici, ma la squadra deve ancora riuscire a portare quella competitività anche nel momento decisivo della qualifica.

Finché questo equilibrio non verrà trovato, Ferrari rischia di continuare a mostrare più velocità di quanto i risultati riescano a raccontare.

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